Il Titolo - Recensione "Diacronie"

24.06.2011 14:30

Antilabé: la magia della musica
 
Non serve classificarli entro un genere musicale, né arrovellarsi il cervello per capire quale origine abbia il loro nome. 
Inutile domandarsi anche quanti strumenti suonino i quattro musicisti o quale nota possa raggiungere la voce della loro cantante. Chi desidera ascoltare gli Antilabè deve, esclusivamente, lasciarsi trasportare dalla loro musica, deve vivere un’esperienza musicale, artistica, sensoriale, concettuale, suggestiva e affascinante.
Il gruppo, originario della Marca trevigiana, ha da poco pubblicato il nuovo lavoro in studio “Diacronie” a circa 10 anni di distanza dal primo cd “Dedalo”. Il tour è partito lo scorso 2 aprile da Villa Benzi a Caerano San Marco (TV) per poi estendersi non solo ai territori veneti, ma anche a quelli italiani ed europei.
 
Ogni loro concerto è un happening, un evento unico in quanto la loro musica magica e senza tempo (proprio per questo motivo il loro nuovo album si intitola Diacronie perché la musica attraversa il tempo) riempie di immagini gli occhi degli spettatori. L’armonia musicale, certamente, è l’elemento di maggiore suggestione a cui si aggiungono il teatro e la danza. Ballerine, attori, collaboratori si intervallano sul palco con l’intento di materializzare e di rendere concreti i pensieri, i sogni, le fantasie che gli Antilabè sprigionano dai loro strumenti.
Tutto però nasce dalla musica. Non è solo l’ancella che ispira, ma è anche la dea a cui ogni musicista del gruppo rende omaggio; a lei i musicisti chiedono ispirazione per poter mescolare armoniosamente tutte le influenze mutietniche di cui è composto Diacronie. L’album è come un grande uccello rapace che vola intorno al Mediterraneo e di lido in lido, di paese in paese cattura suoni, sensazioni, ritmi di tutti i popoli antichi e contemporonei. Le lingue cantate, di conseguenza, sono molteplici: dall’arabo, alle lingue africane, al greco, all’esperanto l’emblema per eccellenza dell’unione dei popoli. “Niw.t nt nhh” ad esempio, è un omaggio alla terra egiziana, alla particolare ritmica del suo idioma trasformato in una musicalità varia e ondulatoria che ricorda l’indolenza delle camminate nel deserto.
 
“Danza partenopea”, invece, sempre linguisticamente, rimanda al repertorio più antico della musica napoletana ossia alle contaminazioni spagnole e arabe, accompagante da un sottofondo musicale vibrante e vivo di impronte jazzistica. A suggellare l’unione di diverse musiche ed esperienze c’è “Storie Mediterranee” in cui la melodiosa e potente voce della cantante canta tutte le lingue del bacino del Mare Nostrum.
 
Questo variegato impianto musicale e vocale, quindi, permette al pubblico di assaporare terre, sapori, vite lontane e a volte sconosciute, ma che entrano prepotentemente, grazie al potere della musica, a far parte del bagaglio culturale di ognuno. Per questo ogni performance live di Luca Tozzato alla batteria e percussioni, Carla Sossai alla voce, Luca Crepet alla batteria, marimba, percussioni e vibrafono, Adolfo Silvestri al basso,  bouzouki, chitarra classica e contrabasso e Marino Vettoretti alle chitarre, guitar-synth e tastiere, che insieme compongono gli Antilabè, è da viversi e assaporare intensamente.
 
Davide Parpinel