La Tribuna di Treviso - Recensione spettacolo "Mediterraneo in musica" - Rassegna PaesAgire

20.03.2012 10:00

 

 

Il soft jazz etnico degli Antilabè chiude PaesAgire

«Abbiamo ideato per PaesAgire un percorso con sonorità e lingue che spaziano attraverso l'intero bacino del Mediterraneo». Lo dice Adolfo Silvestri, bassista e co-fondatore, con il compositore Graziano Pizzatti, degli Antilabè, l'ensemble che porta venerdì 23 marzo alle 20.45 - in anteprima nazionale - all'Auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo il nuovo spettacolo Mediterraneo in musica, in chiusura dell'edizione 2011-2012 di PaesAgire. La rassegna culturale promossa dal Comune di Pieve di Soligo, che propone una riflessione ad ampio raggio sui temi del paesaggio e delle sue interazioni con l'agire umano, con la comunità e la politica, si affida, in chiusura della sua quarta edizione, alle note del mare nostrum e delle sponde che vi si affacciano. Nati nel 1993 gli Antilabè hanno sviluppato in questi anni , attraverso varie formazioni, un variegato impianto musicale e vocale che ha permesso loro di trasmettere e al pubblico di assaporare terre, sapori, vite lontane e a volte sconosciute, ma che entrano prepotentemente, grazie al potere della musica, a far parte del bagaglio culturale di tutti. Le diverse esperienze maturate hanno fatto sì che nella loro musica confluiscano anche tracce di rock e di musica classica. L'ensemble trevigiano si presenta a Pieve di Soligo nella formazione che vede: Carla Sossai alla voce; Luca Crepet batteria, marimba, percussioni e vibrafono; Adolfo Silvestri basso, bouzouki, chitarra, contrabbasso; Luca Tozzato batteria e percussioni; Marino Vettoretti chitarre e synth guitar. Lo spettacolo parte dalle coste del Portogallo per arrivare alle isole greche con tappe in Africa, Arabia, Balcani e naturalmente Italia. Precisa Silvestri: «La fusione fra idiomi diversi, giochi onomatopeici e sonorità elettroacustiche, con strumenti tipici delle aree geografiche che di volta in volta andremo ad esplorare, genera il nostro stile tipico. Il viaggio, riprendendo le note di PaesAgire, è non solo motivo di nuove conoscenze, ma anche di crescita interiore, confronto fra le proprie emozioni e «l'altro», ovunque sia, al di là di ogni barriera fisica e mentale". «Antilabé» è un termine che deriva dal greco antico e ha due significati: la figura retorica che individua il cambio di interlocutore all'interno di uno stesso verso, oppure la doppia impugnatura dello scudo che usavano i soldati appartenenti alla fanteria pesante al tempo di Atene e Sparta. «Abbiamo scelto questa parola – sottolinea Silvestri - prima di tutto per il suono originale e poi perché abbiamo adottato l'impugnatura come simbolo di sintesi, la rappresentazione ideale di quella ricerca sonora senza confini che ha guidato i nostri interessi fin dall'inizio». E proprio spaziando fra le armonie e le melodie che contraddistinguono lo spirito universale del nostro tempo, gli Antilabè usano le parole liberandole dal loro significato più stretto, vivendo una speciale fusione con il suono fino a cercare di racchiuderne in un «pugno« pronto ad aprirsi. «La nostra musica – conclude Silvestri - è anche un'antilabé multiforme, dove le stesse parole risuonano nell'espressione di più voci così lontane e così vicine». Nel pomeriggio, alle 17, nella sala conferenze di Villa Brandolini si terrà la presentazione ufficiale dell'Osservatorio Sperimentale per il Paesaggio delle Colline dell'Alta Marca. Ingresso gratuito. Informazioni: www.pievecultura.it e su www.antennacinema.it . 

 

Alessandro Valenti